LE TRADIZIONI CARNEVALESCHE DELLA PEUCETIA SUD

In occasione del carnevale 2021 la delegazione “Peucetia Sud” dell’Unpli Puglia ha ideato di mettere in rete le tradizioni carnevalesche di quest’area territoriale con la realizzazione di un video e di alcune azioni divulgative su varie emittenti e sul web. L’obiettivo è quello di salvaguardare e valorizzare le tradizioni rituali di questo periodo dell’anno, legate all’identità sociale di ogni località coinvolta: patrimonializzare la cultura immateriale ed etnografica.

Le tradizioni sono tutte ancorate al mondo rurale e si evolvono nella stratificazione socio-temporale: si trasformano e nella maggior parte dei casi finiscono per mascherare inavvertitamente e senza alcun intervento esterno i loro contenuti archetipici. Si tratta dunque di recuperarne i significati più antichi per dipanarne il filo, capirne i passaggi e spiegarne le sopravvivenze nelle forme attuali.

A Sammichele di Bari il Carnevale viene vissuto nei Festini, feste nei locali in cui ogni giovedì, sabato e domenica dal 17 gennaio al martedì grasso si vivono serate di ballo, prevalentemente liscio. In ciascun festino arrivano le compagnie mascherate guidate da un Conduttore, il quale chiede al Caposala del Festino di far ballare il proprio gruppo mascherato. La maschera tipica è “l’omene curte”, l’uomo corto, raffigurante un contadino di statura bassa, oggetto di scherzi e burle. La maschera, rappresentata con un sacco di Juta in testa, “u farnale”, una giacca abbottonata in vita e un bastone infilato nelle maniche delle stessa, si reca ai Festini per esaltare il carnevale e trovare moglie.

A Palo del Colle, il martedì grasso, si realizza una delle manifestazioni più folkloristiche della Puglia, “il Palio del Viccio”. Si tratta di un torneo cavalleresco che si svolge lungo la via più importante del paese. I cavalieri in piedi sui loro destrieri devono cercare di forare una vescica piena d’acqua appesa lungo il percorso. La gara è entusiasmante, dura l’intero pomeriggio. Al vincitore spetta un enorme tacchino e il gagliardetto del Comune che conserverà simbolicamente per un anno.

A Grumo Appula il carnevale nasce e lo si ricorda con un personaggio “Tatabbune”, che significa tatà buono, inteso come nonno o bisnonno. L’ultimo giorno di carnevale il fantoccio di paglia “Tatabbune” viene trainato dai ragazzi per parodiare un ipotetico funerale. Tra grida strazianti e pianti lo si porta in giro per il paese attirando la curiosità dei Grumesi. Il raduno in piazza con la bruciatura del fantoccio chiude la drammatica scena. Nel tempo il carretto e il fantoccio hanno dato vita alla creazione dei primi carri carnevaleschi e dei gruppi mascherati, che da piccoli sono diventati grandi, rappresentativi rallegrando strade e piazze.

A Casamassima la prima Domenica di Quaresima si allestisce la Pentolaccia Casamassimese. Nasce come tradizione familiare con la rottura della “pignatta”: bendato e armato di mazza un soggetto rompeva una vecchia pentola in terracotta, sistemata a terra o sospesa, dalla quale fuoriuscivano torroni, caramelle, cioccolatini. Nel 1977 questo rito viene trasposto oltre le mura domestiche con l’intento di allietare la gente. L’intento è quello di socializzare la festa con l’obiettivo di valorizzare le antiche tradizioni e la figura del maestro cartapestaio. Non mancano le sfilate allegoriche dei carri caratterizzate dalla maschera tipica “il Calascione”, raffigurante un personaggio fiacco e panciuto simile allo strumento cinquecentesco il colascione.

A Sannicandro di Bari il re Carnevale si chiama Aronz.  A seguito di esagerate abbuffate e irriverenti licenze, la notte del martedì grasso “Aronz” deve passare il testimone a sua moglie Quarantana, che il Mercoledì delle Ceneri avvia i 40 giorni della Quaresima fino al triduo pasquale. Si realizza così il rito spettacolo, drammatizzato in cinque fasi: Corteo Funebre, Autopsia, Processo e Condanna, Lettura del Testamento e Bruciamento. Un rito magico, e la magia è richiamata dal Propp in tutto il rito del Carnevale. Una sorte di bi frontismo di morte e di vita che risponde ad uno scopo produttivo per la terra e si manifesta perciò con i funerali e la parodia dei funerali, con la morte della personificazione di Carnevale. La funzione del riso e della comicità data a tutto l’evento risponde alla funzione di risvegliare le forze produttive della terra. Morto carnevale viene trasportato in processione per le vie del paese, accompagnato all’estrema dimora dalla moglie Quarantana e dai parenti tutti che lo piangono disperati. La fase della processione è importantissima: rappresenta il passaggio nella cultura antropologica dal peccato al pentimento, dalla baldoria alla umiltà. Prima di morire Aronz lascia il suo testamento che vale per una vera e propria confessione cristiana e tende a mondare la Comunità dai peccati contratti nell’annata agricola precedente. Il Bruciamento è il momento culminante del rito spettacolo in quanto segna il passaggio dal Carnevale alla Quaresima. Il Mercoledì delle Ceneri infatti Carnevale è sostituito da Quarantana, pupattola in nero con fuso arcolaio e sette taralli.

A Conversano la maschera tipica è il Conte Smeraldino. L’idea nasce dalla volontà di mettere in risalto sia gli aspetti storici e culturali legati al passato di Conversano e rappresentati dal Conte, sia quelli del tempo presente. Infatti il rospo smeraldino esemplare in vai di estinzione che vive nei nostri laghi, di rilevante importanza nella catena alimentare e nella difesa della agricoltura biologica, ci riporta al tema ecologico-ambientale di grande attualità. Il Conte Smeraldino fa coppia con la Contessa Roverella, che veste i colori lacustri, acconcia i capelli con una treccia ed un ramo di roverella.

Questo è quanto ci consente il Carnevale del Covid 2021. La ricerca dei significati giunti fino a noi attraverso le carnevalate e parodie contemporanee. Le sopravvivenze persistono e le Pro Loco nell’illustrarne le tipicità si sono adoperate per sottoporre all’attenzione di tutta l’area “Peucetia Sud” i contenuti più profondi e i vari passaggi, nelle diverse organizzazioni sociali e nelle varie epoche.

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